Attilio Tamaro, il nazionalismo e la storia di Trieste: venerdì 13 novembre alla Cecovini la conferenza di Luigi Fattorini

13 novembre 2026
Ripercorrere la vita, il pensiero e le opere di Attilio Tamaro, protagonista della storia politica e culturale triestina del Novecento, per approfondire il ruolo di un intellettuale che, pur avendo lasciato un'importante eredità storiografica, occupa oggi uno spazio relativamente marginale nella memoria cittadina. È questo l'obiettivo della conferenza “Attilio Tamaro. Ritratto di un nazionalista triestino”, in programma venerdì 13 novembre alle ore 18.00, nella sede dell'Associazione “Società Internazionale di divulgazione Manlio Cecovini”, in viale Miramare 23 a Trieste. A guidare l'incontro sarà Luigi Fattorini, studioso di storia contemporanea, con particolare attenzione alle vicende della Venezia Giulia e della Dalmazia.

Storico, pubblicista e diplomatico, Attilio Tamaro è stato una figura significativa del panorama intellettuale triestino e italiano della prima metà del Novecento. Autore di numerose pubblicazioni, tra cui la monumentale Storia di Trieste del 1924, una delle più ampie ricostruzioni storiche dedicate alla città, Tamaro attraversò alcune delle principali trasformazioni politiche del suo tempo, passando dall'irredentismo giovanile, maturato durante il dominio asburgico, all'adesione al nazionalismo e successivamente al fascismo.

Proprio queste scelte politiche hanno contribuito a rendere controversa la sua eredità e a relegarne la figura in secondo piano rispetto ad altri protagonisti della cultura triestina, come Scipio Slataper e i fratelli Stuparich. La conferenza offrirà l'occasione per interrogarsi sulle ragioni di questa relativa marginalità, analizzando non soltanto le convinzioni ideologiche di Tamaro, ma anche il progressivo allontanamento dalla realtà triestina che aveva segnato la sua formazione.

Dopo gli anni trascorsi tra Trieste e l'Istria, Tamaro si trasferì infatti a Roma, dove visse per gran parte della sua vita, alternando l'attività intellettuale agli incarichi diplomatici, svolti in particolare a Helsinki e a Berna. Parallelamente, i suoi interessi storiografici si ampliarono dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia alla storia politica italiana, come testimoniano le opere Vent'anni di storia, dedicata al periodo fascista, e Due anni di storia, incentrata sull'ultima fase della Seconda guerra mondiale.

Il passaggio dalla dimensione locale a quella nazionale, dalla “piccola” alla “grande” patria, rappresenterà il filo conduttore dell'intervento di Fattorini, che ricostruirà il percorso umano, politico e intellettuale di Tamaro, mettendo in relazione la sua produzione storiografica con le vicende e le ideologie che hanno attraversato l'Italia del Novecento.

Luigi Fattorini si occupa di storia italiana contemporanea, con particolare interesse per il Risorgimento, la storia dei confini nordorientali, l'irredentismo e le vicende politiche della Venezia Giulia e della Dalmazia. È socio fondatore di AssoStoria e collabora con realtà e istituti di ricerca storica, tra cui il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, la Deputazione di Storia Patria della Venezia Giulia e la Società di Studi Fiumani. Ha pubblicato contributi dedicati alla storia politica e culturale italiana e ha partecipato a numerose iniziative di divulgazione storica.

L'appuntamento si inserisce nel programma di incontri culturali promossi dall'Associazione “Società Internazionale di divulgazione Manlio Cecovini”, dedicati all'approfondimento della storia, della cultura e delle vicende politiche del territorio e del contesto nazionale.