Casa Caprin, crocevia di idee e personaggi nella Trieste dell’Ottocento

22 aprile 2026
Un viaggio nella Trieste dell’ultimo quarto dell’Ottocento, tra salotti culturali, giornalismo militante e relazioni intellettuali che attraversano i confini dell’Impero e del Regno d’Italia. È questo il filo conduttore dell’incontro promosso dalla Società Internazionale di divulgazione Manlio Cecovini per gli studi storici sociali ed etici, che si è svolto martedì 21 aprile all’Antico Caffè San Marco e ha visto protagonista la giornalista e scrittrice Marina Silvestri. 

Ad aprire l’appuntamento è stato Luca Manenti, che ha ricordato il valore del ciclo di incontri dedicato alla storia culturale e sociale del territorio, introducendo quindi l’intervento di Silvestri, già ospite dell’Associazione. La relatrice ha proposto una ricostruzione vivace e per immagini della figura di Giuseppe Caprin e del ruolo centrale della sua abitazione nel rione di San Giacomo, oggi via Giuseppe Caprin 7, allora via dell’Erta.

Caprin emerge come figura complessa ed eclettica: nato nel 1843 in una famiglia modesta, si forma tra studio e autodidattismo, sviluppando una conoscenza ampia e trasversale. Tipografo, giornalista, storico, critico d’arte e animatore culturale, è protagonista della vita cittadina in una fase di forte sviluppo economico e fermento intellettuale legato al porto franco. Dopo l’esperienza garibaldina – con la ferita riportata a Bezzecca nel 1866 – rientra a Trieste e avvia un’intensa attività editoriale e giornalistica, fondando testate e dirigendo giornali come Libertà e Lavoro e soprattutto L’Indipendente, destinato a diventare uno dei principali organi del pensiero irredentista e progressista, nonostante continui sequestri e procedimenti giudiziari.

Al centro dell’incontro, la casa di Caprin: non un semplice salotto, ma un vero e proprio spazio di incontro stabile, quasi una “ambasciata” della cultura giuliana, dove si intrecciano relazioni tra intellettuali, artisti e politici. Un luogo capace di attrarre figure di primo piano del panorama italiano ed europeo, chiamate spesso a Trieste per conferenze o iniziative culturali e accolte poi nella dimensione privata e conviviale della dimora di San Giacomo.

Silvestri ha sottolineato come Casa Caprin rappresentasse un punto di osservazione privilegiato per comprendere la città: un ambiente permeabile, in cui convivevano sensibilità diverse – liberali, mazziniane, repubblicane – unite da una comune piattaforma valoriale e da un forte legame con la cultura italiana ed europea. In questo contesto maturano anche esperienze decisive per la storia culturale cittadina, come gli esordi di Silvio Benco e di Ettore Schmitz, poi noto come Italo Svevo, entrambi avvicinati da Caprin al mondo del giornalismo.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla rete di relazioni costruita da Caprin nel tempo: dai legami con Felice Cavallotti, riferimento politico nel Regno, fino alla frequentazione di numerosi protagonisti della scena letteraria e culturale, tra cui Edmondo De Amicis, Arrigo Boito, Giuseppe Giacosa, Matilde Serao. Proprio la presenza femminile e il tema dell’emancipazione sono stati evidenziati come elementi centrali del pensiero capriniano, testimoniati sia nell’attività editoriale sia nelle iniziative concrete, come l’apertura del lavoro tipografico alle donne.

Nel corso dell’intervento è emersa anche la profondità degli interessi culturali di Caprin, in particolare lo studio della Rivoluzione francese e delle sue contraddizioni. Affascinato dai principi di libertà, uguaglianza e fraternità, Caprin si interrogò a lungo sul passaggio dal rinnovamento al terrore, individuando nella storia e nelle scelte degli uomini il punto critico di questa trasformazione.

La serata ha restituito così il ritratto di un intellettuale capace di tenere insieme impegno civile, produzione culturale e visione politica, in una Trieste attraversata da tensioni sociali e nazionali ma anche da un intenso scambio di idee. Un contesto nel quale Casa Caprin si configura come nodo centrale di una rete culturale ampia e dinamica, capace di influenzare in modo duraturo la vita della città.

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