Nel 1946 Trieste era una città sospesa tra trauma e rinascita. Uscita dai drammatici quarantadue giorni dell’occupazione jugoslava e segnata dal ritorno delle truppe di Tito il 12 giugno 1945, seguito dall’arrivo degli Alleati angloamericani, la città tornava a respirare, pur restando immersa in una profonda incertezza sul proprio futuro.
È in questo contesto che, nel 1946, viene ricostituita la Lega Nazionale, con l’obiettivo di riaffermare, attraverso gli strumenti della cultura, l’identità italiana di Trieste.
A ottant’anni da quel passaggio cruciale, si è tenuto ieri, presso la Sala Maggiore della Camera di Commercio Venezia Giulia di Piazza della Borsa, il convegno “1946: risorge la Lega Nazionale”, promosso proprio per ricordare quella stagione storica.
Ad aprire i lavori è stato il vicepresidente della Lega Nazionale, Diego Guerin, che ha moderato l’incontro e letto il messaggio inviato dal presidente Paolo Sardos Albertini, assente per motivi di salute.
Nel suo saluto, Albertini ha ricordato come “la Lega Nazionale risorga nel 1946 con un compito esplicito: difendere l’identità italiana della città di San Giusto”, sottolineando il ruolo culturale dell’associazione, già centrale in epoca asburgica, e la sua natura non partitica, pur nel dialogo con le istituzioni cittadine. Un impegno che, ha evidenziato, prosegue fino ai giorni nostri.
Nel corso del convegno, il direttore scientifico della Società di divulgazione “Manlio Cecovini”, Luca G. Manenti, ha offerto una lettura storica della Lega come presidio culturale dell’italianità. Nel suo intervento ha ricordato come l’associazione abbia rappresentato “il baluardo dell’anima italiana”, attiva con scuole e attività di ricerca fino all’inglobamento nell’Opera Nazionale Balilla nel 1929, per poi rinascere diciassette anni dopo in un contesto profondamente mutato. Particolarmente significativo, ha sottolineato, il manifesto del febbraio 1946 rivolto agli italiani di ogni orientamento politico, ad esclusione dei fascisti.
Lo storico Stefano Pilotto ha invece ampliato la prospettiva, evidenziando la straordinaria partecipazione popolare alla rinascita della Lega: circa 180 mila soci, con punte di tremila iscrizioni al giorno, a testimonianza di come l’associazione si configurasse come un vero e proprio fronte nazionale e culturale per quanti auspicavano il ritorno di Trieste all’Italia.
A conclusione dei lavori, la proiezione di tre filmati d’epoca provenienti dall’archivio cinematografico di Paolo Venier ha restituito, attraverso le immagini, il clima di quegli anni decisivi per la storia della città giuliana.