Sala piena alla Libreria antiquaria Umberto Saba per la presentazione del nuovo libro dello storico e responsabile scientifico dell’Associazione Manlio Cecovini.
Il ruolo delle donne nella diffusione dei valori della patria, la lingua come elemento fondamentale nella costruzione dell’identità, i rapporti tra i maggiorenti della Lega Nazionale e i vertici del Municipio di Trieste e, soprattutto, una rete capillare di scuole, asili e ricreatori attraverso la quale si formarono generazioni di italiani d’Austria. Sono alcuni dei temi affrontati ieri sera alla Libreria antiquaria Umberto Saba di Trieste, dove una sala gremita ha accolto la presentazione di Insegnare la patria. Strategie educative della Lega Nazionale nella Venezia Giulia (1891-1929), il nuovo libro dello storico Luca G. Manenti, responsabile scientifico della Società Internazionale di divulgazione Manlio Cecovini per gli studi storici sociali ed etici, pubblicato da Biblion Edizioni.
Ad aprire l’incontro è stato Paolo Sardos Albertini, presidente della Lega Nazionale, che ha collocato il lavoro di Manenti nel solco di una tradizione di studi dedicati all’associazione che continua a portare alla luce aspetti inediti e significativi non soltanto della sua storia, ma della stessa città di Trieste.
A guidare il dialogo con l’autore è stato lo scrittore e giornalista Pietro Spirito, che attraverso una serie di domande ha permesso di approfondire alcuni dei principali temi della ricerca. Manenti si è soffermato in particolare sul ruolo svolto dalle donne nella diffusione dei valori patriottici, sugli stretti rapporti tra i maggiorenti della Lega Nazionale e i gerenti del Municipio e sull’importanza della lingua nella costruzione e nella trasmissione dell’identità nazionale.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla rete educativa costruita dalla Lega Nazionale, in stretta relazione con il partito liberal-nazionale alla guida del Comune di Trieste. Tra Trieste, l’Istria e la Dalmazia sorsero asili, scuole elementari e ricreatori che contribuirono alla formazione culturale e alla maturazione della coscienza nazionale di molte generazioni di italiani che vivevano all’interno dell’Impero austro-ungarico.
Il confronto ha così restituito la complessità della Lega Nazionale, fondata nel 1891, mettendo in relazione la sua attività pedagogica e assistenziale con la società, la politica e gli equilibri istituzionali del tempo. Una prospettiva che nel volume consente a Manenti di ricostruire non soltanto l’organizzazione e le strategie dell’associazione, ma anche il profilo culturale e sociale della borghesia italiana della Venezia Giulia tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Numerose anche le domande arrivate dal pubblico, che hanno concluso una serata molto partecipata e confermato l’interesse per una pagina di storia capace ancora oggi di offrire nuove chiavi di lettura sulla Trieste e sulla Venezia Giulia di quegli anni.
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